Piana
e colline
1c.
Le vie dell'olio e del vino
Oltre il Serchio, le colline che vanno verso il mare
Da
Lucca, risalendo la riva destra del Serchio, s'incontra
per primo il paese di S. Quirico di Moriano. Qui merita
una visita la Chiesa de Santi Quirico e Giulitta, costruita
nella prima metà dell'Ottocento, al cui interno è conservato
un dipinto su tavola del '400 e un organo del XIX secolo.
Villa Parensi-Mansi, databile alla fine del '500, e l'Oratorio
di S. Lorenzo, di origine medievale, ad una sola navata
con abside ben conservata.
In
posizione più elevata, a S. Michele di Moriano, si nota
la Chiesa di S. Michele. Le sue origini risalgono al 1200,
ma l'edificio romanico è stato sostituito nel '700 da quello
attuale. All'interno è conservata una croce dipinta della
metà del '300. Più in basso, tra gli olivi, si intravede
l'elegante facciata di Villa Benassai, nata dalla ristrutturazione
settecentesca di un edificio tardo rinascimentale.
Superata
Villa Parensi, si raggiunge Arsina, piccolo agglomerato
di case rurali dominate dalla Chiesa di S. Frediano, completamente
riconfigurata nell'800 su una primitiva chiesa ad una sola
navata, probabilmente di origine romanica. All'interno è
conservata la cantoria e una tavola del '500 assai deteriorata.
A
S. Concordio di Moriano, la Chiesa di S. Concordio Martire
è posta su una piccola piazza, delimitata dalla canonica
e dal muro del cimitero adiacente. Fino al 1924, per più
di novecento anni, è stata sotto il patronato della famiglia
Bernardini, che poteva nominare il parroco. All'interno
si conservano un organo del 1816 e un tabernacolo di foggia
civitalesca.
Da
qui si propongono due percorsi alternativi che si ricongiungono
a S. Martino in Freddana: (1) Il primo passa per il centro
di Cappella, dove si possono ammirare Villa Bianchini, frutto
di ricostruzioni moderne e la Chiesa di S. Lorenzo, risalente
al sec. XII, al cui interno sono conservate alcune pregevoli
opere del XVI secolo, un tabernacolo robbiano per gli olii
sacri degli inizi del secolo. Da qui si sale fino a Monte
Catino, uno dei punti di maggior interesse panoramico tra
i colli che si affacciano sul Serchio e la piana di Lucca.
Qui si trovano i ruderi della chiesa della SS. Annunziata,
probabilmente risalente al XV-XVI secolo, di cui sono ancora
visibili il portico e la torre di segnalazione preesistente
al corpo principale della chiesa. A Torre, invece, merita
vedere la Chiesa di S. Nicolao, che conserva al suo interno
una bella tavola a tempera databile agli inizi del XVI secolo.
Si procede dunque fino al centro abitato di S. Martino in
Freddana, la cui chiesa, di stile neogotico, ricostruita
e ampliata nel tempo, conserva ancora intatto il campanile
di epoca medievale. (2) Il secondo itinerario passa per
Mutigliano, dove si può ammirare oltre alle sue numerose
ville, anche la Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano. Si
sale, poi, tra boschi ed oliveti fino all'antica Chiesa
di S. Martino in Vignale. All'interno sono conservate una
grande pala d'altare di Aurelio Lomi e una Madonna del Carmine
di Domenico Ferrucci.
Anche
Pieve S. Stefano conta molte ville e case coloniche. Tra
queste Villa Bellosguardo. Già casino di caccia di Carlo
Ludovico di Borbone, tra il 1837 e il 1843 fu ristrutturata
da Lorenzo Nottolini, che gli dette un tono non aulico,
a misura umana con la creazione di uno spiazzo artificiale
antistante che permette di godere sia della prospettiva
intera della villa, sia del paesaggio lucchese. La Chiesa
di Pieve S. Stefano, costruita tra il 1000 e il 1200 sulle
fondamenta di una piccola chiesa paleocristiana, fu ampliata
nel XVI secolo e fu aggiunto il loggiato alla facciata.
Al suo interno sono conservati un organo del '500 e una
pala dello Zacchia. Solcando lo splendido paesaggio collinare,
la strada prosegue per Forci. La Tenuta si forma nel XVI
secolo, intorno a un edificio molto antico, probabilmente
un casino di caccia quattrocentesco di cui rimangono due
pozzi ortogonali, ma solo nel 1700 non vi fu una generale
valorizzazione della fattoria, che venne adeguata alle nuove
esigenze della produzione agricola: fu realizzato il frantoio,
la collina venne terrazzata e coltivata con oliveti e vigneti
che ancora oggi caratterizzano il paesaggio e che hanno
reso la villa, oltre che luogo di villeggiatura estiva,
un centro di organizzazione e gestione dell'attività agricola.
Vecoli merita una breve sosta con la Chiesa di Maria SS.
Annunziata, posta alla sommità del colle, gode di una stupenda
veduta panoramica che si estende fino al mare e alle isole
dell'Arcipelago.
Scendendo verso S. Martino in Freddana si incontrano due
edifici di particolare rilievo: la Chiesa di S. Tommaso
e Villa Regis, oggi Pardini, a Castagnori. Superato S. Martino
in Freddana, dopo il paese di Valpromero, si segue la deviazione
per il centro antico di Migliano, dove merita una visita
la Chiesa di S. Martino. Dopo circa due chilometri, sempre
sulla via per Massarosa, si trova il borgo medievale di
Gualdo, con viuzze che si arrampicano sulla cima del colle
su cui sorgeva il castello. Tra le case di antica pietra,
con porte e finestre piccole, emerge qualche palazzetto
signorile e sulla vetta del monte troviamo la piccola piazza
del paese, caratterizzata dalla semplicità e armonia degli
elementi che la compongono. Luciano è un piccolo paesino
con splendida vista del litorale tirrenico e di ampia parte
della piana della Versilia. Su una strada stretta, che attraversa
il paese in tutta la sua lunghezza, sorgono numerose ville
dalle facciate sobrie ed eleganti, corredate da giardini
con aiuole e piante, veri e propri salotti all'aperto con
vista al mare. Villa Del Magro, Villa Cervelli e Villa Pellegrini
hanno anche annessi quali cappelle di famiglia, frantoi,
limonaie, orti murati. Subito dopo il paese di Luciano emerge
la primitiva Pieve di S. Pantaleone a Pieve a Elici, di
cui sono ancora ben leggibili i tratti architettonici tipici
dell'area lucchese: la facciata, i fianchi, l'abside, e
anche il portale, totalmente lisci e rivestiti in grosse
pietre squadrate. Il campanile nacque come torre di avvistamento
intorno al IX secolo e fu trasformato in torre campanaria
nel XII. Nel cortile tra la Pieve e la canonica sono conservate
le due fonti battesimali. All'interno molto interessante
è il trittico in marmo posto sull'altare maggiore, datato
1470. Dello stesso periodo sono anche la pila per l'acquasanta
e il tabernacolo eucaristico.
Poco
più a valle il complesso architettonico di Miglianello,
che deriva dall'antico convento degli Olivetani, ormai ridotto
a frantoio e deposito. All'interno ha un salone e due stanze
dalle pareti tappezzate di stampe di uccelli delle specie
più disparate, polo d'attrazione per gli studiosi di scienze
naturali. Tornando indietro, per raggiungere Massaciuccoli,
si attraversa il centro di Massarosa. La Chiesa parrocchiale
del paese sorse intorno al 1500. All'interno si trova una
preziosa pala d'altare del XVI secolo e un'edicola per gli
oli santi in marmo del XV sec. Nel breve tratto di strada
che porta verso il lago si incontra la Piaggetta, dove sorge,
nascosta da una folta vegetazione, la villa di gusto Decò
che ospitò spesso G. Puccini. Accanto all'edificio principale
si trovano una vecchia dimora di campagna e una chiesetta.
Finalmente
eccoci a Massaciuccoli. Tra i ritrovamenti archeologici,
i monumenti più interessanti sono la villa e le terme di
epoca romana. La villa presenta due pavimenti a mosaico
di bellissima fattura. Fra i ruderi delle terme, poste in
un folto oliveto, è visibile il calidarium a due vasche,
il sudarium con tre ordini di sedili rivestiti di marmo
bianco, le celle adibite a spogliatoi, i pavimenti di alcune
stanze attigue. Subito dopo le terme, in bella posizione
panoramica, si erge la Chiesa di S. Lorenzo, che dopo le
pestilenze del 1300 fu ridotta a una navata: quella di sinistra
divenne cimitero e quella di destra abitazione del parroco.
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