ASSOCIAZIONE LUCCHESE PICCOLE ATTIVITA' RICETTIVE
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Itinerari

[Centro storico]

[Piana e colline]

1.Le vie dell'olio e del vino:
a) Le pendici collinari meridionali
b) La collina di Montecarlo
c) Oltre il Serchio, sulle colline che vanno verso il mare-

2. La via Francigena

3. Le Pievi nel Capannorese

4. Le Ville delle Pizzorne

5. Itinerario Pucciniano fuori Lucca

[Mediavalle]
[Garfagnana]

 

Piana e colline
1c. Le vie dell'olio e del vino
Oltre il Serchio, le colline che vanno verso il mare

Da Lucca, risalendo la riva destra del Serchio, s'incontra per primo il paese di S. Quirico di Moriano. Qui merita una visita la Chiesa de Santi Quirico e Giulitta, costruita nella prima metà dell'Ottocento, al cui interno è conservato un dipinto su tavola del '400 e un organo del XIX secolo. Villa Parensi-Mansi, databile alla fine del '500, e l'Oratorio di S. Lorenzo, di origine medievale, ad una sola navata con abside ben conservata.

In posizione più elevata, a S. Michele di Moriano, si nota la Chiesa di S. Michele. Le sue origini risalgono al 1200, ma l'edificio romanico è stato sostituito nel '700 da quello attuale. All'interno è conservata una croce dipinta della metà del '300. Più in basso, tra gli olivi, si intravede l'elegante facciata di Villa Benassai, nata dalla ristrutturazione settecentesca di un edificio tardo rinascimentale.

Superata Villa Parensi, si raggiunge Arsina, piccolo agglomerato di case rurali dominate dalla Chiesa di S. Frediano, completamente riconfigurata nell'800 su una primitiva chiesa ad una sola navata, probabilmente di origine romanica. All'interno è conservata la cantoria e una tavola del '500 assai deteriorata.

A S. Concordio di Moriano, la Chiesa di S. Concordio Martire è posta su una piccola piazza, delimitata dalla canonica e dal muro del cimitero adiacente. Fino al 1924, per più di novecento anni, è stata sotto il patronato della famiglia Bernardini, che poteva nominare il parroco. All'interno si conservano un organo del 1816 e un tabernacolo di foggia civitalesca.

Da qui si propongono due percorsi alternativi che si ricongiungono a S. Martino in Freddana: (1) Il primo passa per il centro di Cappella, dove si possono ammirare Villa Bianchini, frutto di ricostruzioni moderne e la Chiesa di S. Lorenzo, risalente al sec. XII, al cui interno sono conservate alcune pregevoli opere del XVI secolo, un tabernacolo robbiano per gli olii sacri degli inizi del secolo. Da qui si sale fino a Monte Catino, uno dei punti di maggior interesse panoramico tra i colli che si affacciano sul Serchio e la piana di Lucca. Qui si trovano i ruderi della chiesa della SS. Annunziata, probabilmente risalente al XV-XVI secolo, di cui sono ancora visibili il portico e la torre di segnalazione preesistente al corpo principale della chiesa. A Torre, invece, merita vedere la Chiesa di S. Nicolao, che conserva al suo interno una bella tavola a tempera databile agli inizi del XVI secolo. Si procede dunque fino al centro abitato di S. Martino in Freddana, la cui chiesa, di stile neogotico, ricostruita e ampliata nel tempo, conserva ancora intatto il campanile di epoca medievale. (2) Il secondo itinerario passa per Mutigliano, dove si può ammirare oltre alle sue numerose ville, anche la Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano. Si sale, poi, tra boschi ed oliveti fino all'antica Chiesa di S. Martino in Vignale. All'interno sono conservate una grande pala d'altare di Aurelio Lomi e una Madonna del Carmine di Domenico Ferrucci.

Anche Pieve S. Stefano conta molte ville e case coloniche. Tra queste Villa Bellosguardo. Già casino di caccia di Carlo Ludovico di Borbone, tra il 1837 e il 1843 fu ristrutturata da Lorenzo Nottolini, che gli dette un tono non aulico, a misura umana con la creazione di uno spiazzo artificiale antistante che permette di godere sia della prospettiva intera della villa, sia del paesaggio lucchese. La Chiesa di Pieve S. Stefano, costruita tra il 1000 e il 1200 sulle fondamenta di una piccola chiesa paleocristiana, fu ampliata nel XVI secolo e fu aggiunto il loggiato alla facciata. Al suo interno sono conservati un organo del '500 e una pala dello Zacchia. Solcando lo splendido paesaggio collinare, la strada prosegue per Forci. La Tenuta si forma nel XVI secolo, intorno a un edificio molto antico, probabilmente un casino di caccia quattrocentesco di cui rimangono due pozzi ortogonali, ma solo nel 1700 non vi fu una generale valorizzazione della fattoria, che venne adeguata alle nuove esigenze della produzione agricola: fu realizzato il frantoio, la collina venne terrazzata e coltivata con oliveti e vigneti che ancora oggi caratterizzano il paesaggio e che hanno reso la villa, oltre che luogo di villeggiatura estiva, un centro di organizzazione e gestione dell'attività agricola. Vecoli merita una breve sosta con la Chiesa di Maria SS. Annunziata, posta alla sommità del colle, gode di una stupenda veduta panoramica che si estende fino al mare e alle isole dell'Arcipelago.

Scendendo verso S. Martino in Freddana si incontrano due edifici di particolare rilievo: la Chiesa di S. Tommaso e Villa Regis, oggi Pardini, a Castagnori. Superato S. Martino in Freddana, dopo il paese di Valpromero, si segue la deviazione per il centro antico di Migliano, dove merita una visita la Chiesa di S. Martino. Dopo circa due chilometri, sempre sulla via per Massarosa, si trova il borgo medievale di Gualdo, con viuzze che si arrampicano sulla cima del colle su cui sorgeva il castello. Tra le case di antica pietra, con porte e finestre piccole, emerge qualche palazzetto signorile e sulla vetta del monte troviamo la piccola piazza del paese, caratterizzata dalla semplicità e armonia degli elementi che la compongono. Luciano è un piccolo paesino con splendida vista del litorale tirrenico e di ampia parte della piana della Versilia. Su una strada stretta, che attraversa il paese in tutta la sua lunghezza, sorgono numerose ville dalle facciate sobrie ed eleganti, corredate da giardini con aiuole e piante, veri e propri salotti all'aperto con vista al mare. Villa Del Magro, Villa Cervelli e Villa Pellegrini hanno anche annessi quali cappelle di famiglia, frantoi, limonaie, orti murati. Subito dopo il paese di Luciano emerge la primitiva Pieve di S. Pantaleone a Pieve a Elici, di cui sono ancora ben leggibili i tratti architettonici tipici dell'area lucchese: la facciata, i fianchi, l'abside, e anche il portale, totalmente lisci e rivestiti in grosse pietre squadrate. Il campanile nacque come torre di avvistamento intorno al IX secolo e fu trasformato in torre campanaria nel XII. Nel cortile tra la Pieve e la canonica sono conservate le due fonti battesimali. All'interno molto interessante è il trittico in marmo posto sull'altare maggiore, datato 1470. Dello stesso periodo sono anche la pila per l'acquasanta e il tabernacolo eucaristico.

Poco più a valle il complesso architettonico di Miglianello, che deriva dall'antico convento degli Olivetani, ormai ridotto a frantoio e deposito. All'interno ha un salone e due stanze dalle pareti tappezzate di stampe di uccelli delle specie più disparate, polo d'attrazione per gli studiosi di scienze naturali. Tornando indietro, per raggiungere Massaciuccoli, si attraversa il centro di Massarosa. La Chiesa parrocchiale del paese sorse intorno al 1500. All'interno si trova una preziosa pala d'altare del XVI secolo e un'edicola per gli oli santi in marmo del XV sec. Nel breve tratto di strada che porta verso il lago si incontra la Piaggetta, dove sorge, nascosta da una folta vegetazione, la villa di gusto Decò che ospitò spesso G. Puccini. Accanto all'edificio principale si trovano una vecchia dimora di campagna e una chiesetta.

Finalmente eccoci a Massaciuccoli. Tra i ritrovamenti archeologici, i monumenti più interessanti sono la villa e le terme di epoca romana. La villa presenta due pavimenti a mosaico di bellissima fattura. Fra i ruderi delle terme, poste in un folto oliveto, è visibile il calidarium a due vasche, il sudarium con tre ordini di sedili rivestiti di marmo bianco, le celle adibite a spogliatoi, i pavimenti di alcune stanze attigue. Subito dopo le terme, in bella posizione panoramica, si erge la Chiesa di S. Lorenzo, che dopo le pestilenze del 1300 fu ridotta a una navata: quella di sinistra divenne cimitero e quella di destra abitazione del parroco. .

Alcune proposte lungo questo itinerario per dormire, mangiare e acquistare

[B&B&GuestHouses]

° Il Borghino
° Az. Agr. Casa Elia
° B&B La Cappella
° La Casupola
° Agr. Fabbrica di S. Martino
° Agr. Fattoria Mansi
° Hotel Carignano ***
° Agr. Le Murelle
° Loggia e Fienile
° Agr. Al Podere di Rosa
° B&B Sosta Lotti
° Tenuta di Forci
° B&B Tenuta Maria Teresa
° Locanda Vigna Ilaria
° B&B Villa Borbone
° Hotel Villa Volpi***
° Agr. Villa Lenzi

[Ristoranti]

° Butterfly
° Buatino
° A Palazzo
° Ristoro delle Colline
° Antica Locanda di Sesto
° Villa Volpi

[Prodotti tipici ]

     


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