ASSOCIAZIONE LUCCHESE PICCOLE ATTIVITA' RICETTIVE
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Itinerari

[Centro storico]

[Piana e colline]

1.Le vie dell'olio e del vino:
a) Le pendici collinari meridionali
b) La collina di Montecarlo
c) Oltre il Serchio, sulle colline che vanno verso il mare-

2. La via Francigena

3. Le Pievi nel Capannorese

4. Le Ville delle Pizzorne

5. Itinerario Pucciniano fuori Lucca

[Mediavalle]
[Garfagnana]

 

Piana e colline
2. La Via Francigena

L'intero tratto viario della Francigena-Romea che collega Altopascio con Lucca, data l'intensa opera di antropizzazione e industrializzazione della piana, ha subito già dal basso medioevo e fino ad epoche recenti cospicue modifiche e correzioni del suo corso. Importanza determinante nella variazione dell'assetto viario hanno avuto il lago di Sesto e la fitta trama dei suoi affluenti da nord, spesso soggetti a deviazioni per consentire bonifiche e dissodamenti agricoli. A ciò si sono aggiunte in età medievale ragioni di controllo territoriale da parte delle varie consorterie locali e, più tardi, le esigenze dei due stati che si sono spartite le sponde del lago : Firenze e Lucca.

Per un moderno viaggiatore oggi gli itinerari storici risultano difficilmente percorribili a piedi, soprattutto per la pericolosità dovuta al traffico pesante. Le scarse attrattive, la scomparsa di monumenti e il degrado del paesaggio lungo gli antichi percorsi, sono però compensati dall'interesse che rivestono ancora alcune tappe e soprattutto le zone ad esse circostanti. Passato l'Arno verso Fucecchio, la Francigena giungeva a Galleno e si dirigeva ad Altopascio. Nei tempi più antichi, quando ancora l'Ospedale non esisteva, la via passava dalla località Teupascio, perchè solo questa striscia di terra ai margini del padule si presentava asciutta e sicura per il viandante. L'Ospedale di Altopascio sorse più tardi ad opera di un gruppo di persone dedite all'assistenza dei poveri pellegrini e malati in transito. Tuttora l'ampio complesso architettonico conserva tracce leggibili delle sue vicende passate; la Magione, la massiccia torre campanaria, il deposito delle granaglie, la cinta difensiva con le sue porte. Da Altopascio l'itinerario più antico proseguiva verso Pozzeveri, che già all'inizio dell'anno mille era organizzato in borgo, con i suoi edifici di culto, uno ospizio e un'abbazia benedettina, poi camaldolese. In epoca più recente la via si spostò più a nord, alla base della collina Vivinaria (attuale Montecarlo) per l'influenza delle consorterie locali.

Da Montecarlo si viaggiava verso il Turchetto, che alla metà del Trecento segnava il confine doganale fra lo stato lucchese e quello fiorentino. A breve distanza dalla strada si trovava il lebbrosario della Tazzera, cinto da solide mura. Poco oltre, la strada entrava nell'antico borgo di Porcari, oggi località "Pineta", dove si diffusero varie strutture religiose. Porcari fu anche importante centro di controllo dello stretto passaggio tra colline meridionali della Valdinievole e il lago di Sesto: i pochi ruderi del castello ne sono una testimonianza. La tappa successiva era Rughi; oggi le tracce del duecentesco ospedaletto di S. Maria sono però scomparse.

Da Rughi il tracciato piegava verso la località oggi detta Frattina, correva parallelo al percorso attuale della statale Pesciatina fino a raggiungere le località di Zone e Borghetto. Si giungeva a Lunata dove sorgeva l'importante ospedale medievale dei SS. Matteo e Pellegrino, dedicato all'assistenza dei viandanti e dipendente dalla pieve di S. Frediano, di cui restano il campanile e poche tracce nella parrocchiale attuale. A Lunata la via Francigena si incrociava con la via Lombarda, altro importante itinerario in direzione nord-sud. Questa attraversava la località di Lammari e procedeva verso il valico delle Pizzorne.

A tal punto del viaggio l'alternativa era "la via de supra" o "la via de subtus": la "via de supra", ricordata nel 1212 presso la cappella di S. Lorenzo di Picciorana, scorreva lungo la vecchia chiesa di S. Vito. L'altro itinerario, che correva più a sud, all'altezza di Lunata e Picciorana volgeva verso Tempagnano, insediamento longobardo in cui nel 750 sono documentati l'ospizio di S. Agata e la chiesa di S. Andrea. Da Tempagnano la strada piegava sulla località "Arancio", alle porte di Lucca. La terza via attestata nel medioevo, che conduceva attraverso Porta S, Gervasio nel centro della città, è ancora più a sud: le località che si trovavano su questo percorso sono Porcari, Capannori, Antraccoli. A Lucca e nel territorio circostante, tra VIII e IX secolo, sono testimoniati numerosi ospizi, spesso di fondazione privata e annessi a monasteri e luoghi di culto, al servizio di poveri, forestieri e pellegrini. Anche nei secoli seguenti nella città rimase costante la funzione di accoglienza e assistenza a viandanti e bisognosi. Nella popolosa zona di "Borgo", dove confluiva la maggior parte dei pellegrini e viaggiatori, si trovava la chiesa di S. Jacopo "alla Tomba", sorta su un antico sito cimiteriale, l'ospizio della canonica di S. Frediano, quello dell'Hospitale del Ruchi e quello della chiesa canonicale di S. Michele in Foro.

A Lucca si potevano visitare diverse reliquie, ma soprattutto era venerato e famoso il Volto Santo, monumentale crocifisso ligneo conservato nella cattedrale di S. Martino. .

Alcune proposte lungo questo itinerario per dormire, mangiare e acquistare

[B&B&GuestHouses]

Piana e periferia
° B&B Ai Cipressi
° Agrit. Casolare Lucchese
° B&B Don Chisciotte
° B&B Stonehouse
° B&B Antica Villa Costa
° Residence Cortinella
° Il Casale dei Pini

[Ristoranti]

Piana, periferia
° Butterfly
° Buatino
° I Diavoletti
° La Cantina di Alfredo

[Prodotti tipici ]

     


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