Piana
e colline
4.
Le Ville delle colline e delle Pizzorne
In
mezzo alle verdi colline, alle pendici delle Pizzorne, sorgono
oltre quattrocento ville storiche: caratteristici del paesaggio
i parchi e i giardini, i viali, le acque, i muri e i cancelli,
le circostanti zone terrazzate con vigneti e oliveti, le
case coloniche, i rustici, le cantine e i frantoi, le antiche
pievi, le croci votive e le "marginette" lungo le vie. Si
tratta di veri e propri palazzi di campagna, o "palazzi
in villa" come li chiamano i trattatisti del '500: furono
costruiti dai mercanti lucchesi, che, dal XV secolo in poi,
vollero così impiegare parte dei proventi accumulati con
i commerci e le attività finanziarie, principalmente connesse
con la diffusione delle sete e dei broccati nei mercati
del centro e del nord Europa.
Partendo
da Lucca, s'incontra un primo gruppo di ville a pochi chilometri
a nord di Ponte a Moriano. In località S. Pancrazio sorge
Villa Oliva, fatta costruire da Lodovico Bonvisi intorno
al 1500 su progetto Matteo Civitali. Questa si presenta
con due saloni sovrapposti nella parte centrale, da nord
a sud, e con il caratteristico loggiato aperto su due piani,
le cui colonne in unico blocco sono di pietra di Matraia.
Nel grande parco della villa, articolato su tre livelli,
si trovano l'anfiteatro di lecci e un "grottesco" con giochi
d'acqua e statue di marmo. Sempre a S. Pancrazio, nel secolo
XVI i potenti mercanti Diodati edificarono sulle rovine
di un borgo medievale Villa Grabau. Gli originari caratteri
gotici furono trasformati prima in quelli rinascimentali,
caratterizzati dal portico di facciata (oggi chiuso con
vetrate) e poi in quelli neoclassici. Il parco si compone
di vari giardini architettonici ed è tra i più interessanti
della Lucchesia, sia per la forma sia per la ricchezza e
rarità delle specie vegetali.
A
Marlia, poco distante da Villa Grabau, si trova Villa Reale,
voluta da Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, nonché
sovrana di Lucca. Questo grandioso complesso nacque dall'unione
di Villa Orsetti con le terre circostanti, che comprendevano
anche un palazzo, già residenza estiva del Vescovo di Lucca.
L'antico palazzo e le logge anteriori furono ristrutturate
in stile dell'epoca, ma gli splendidi giardini del XVII
secolo, con il meraviglioso Teatro di Verzura, Teatro d'acqua
e il "Viale delle Camelie", sono giunti sostanzialmente
intatti fino a noi. Dopo il Congresso di Vienna e la cessione
del territorio lucchese ai Borboni, Maria Luisa di Borbone
propose di nuovo numerosi interventi nella villa, tra i
quali la strada vicinale che dall'ingresso costeggia il
parco. L'architetto
Nottolini, invece, studiò altri interessanti progetti per
la villa: come,ad esempio il Caffeaus, capace di contenere
una festa da ballo, la sistemazione della terrazza di villa
del Vescovo e la Specola, osservatorio astronomico dedicato
ad Urania, in splendida posizione panoramica sulla pianura,
al suo intorno libera da edifici e aperta su un orizzonte
dilatato a quasi 360 gradi; tale iniziativa, però, non fu
mai portata a termine. Proseguendo oltre il piazzale d'ingresso
alla Villa Reale si sale lungo una strada sterrata che fiancheggia
il torrente Fraga e conduce fino alla Villa Arnolfini.
Alla
fine della salita, oltrepassata la chiesa parrocchiale di
S. Pancrazio, si prosegue per Matraia fino a Villa Guinigi,
oggi Pardini. Immediatamente dopo l'oratorio si trova la
cinta murata della Villa Petrini a Valgiano. Proseguendo
ancora verso San Colombano, si intravede un lungo viale
sterrato e rettilineo diretto a Villa-fattoria Mansi Bernardini.
A
valle della chiesa di S. Colombano si trova la villa del
Vescovo, oggi di proprietà Meschi. L'itinerario prosegue
scendendo a valle verso l'abitato di Segromigno. La strada
è delimitata dai muri delle chiuse di importanti ville che
si susseguono, una dietro l'altra, con interessanti soluzioni
d'ingresso ai parchi che si intravedono oltre i cancelli
e al di sopra dei muri: è il caso di Villa Mazzarosa e Villa
Orsucci.
Ma
a Segromigno in Monte si può visitare soprattutto Villa
Mansi. Fin dal XVII secolo la particolarità del complesso
architettonico si cela nella sistemazione del parco, progettato
da Filippo Juvarra. Egli propose un pendio erboso in sostituzione
dei terrazzamenti, un Giardino dei fiori, il giardino con
i viali a stella, la catena d'acqua verso la vasca, la palazzina
dell'orologio. Villa Mansi, famosa per le grazie dei suoi
giardini e l'eleganza delle sue linee architettoniche, ospitò
spesso sovrani e ambasciatori di numerosi Paesi europei,
qui invitati dalla Repubblica di Lucca per un piacevole
soggiorno.
A pochi minuti da Villa Mansi, a Camigliano, oltrepassata
la Villa Bruguier, sorge la Villa Torrigiani, uno dei migliori
esempi di architettura barocca in Toscana. L'edificio risale
al '500 e fu ceduto nella prima metà del '600 dalla famiglia
Buonvisi al Marchese Nicolao Santini, ambasciatore lucchese
alla corte del Re Sole. Due imponenti schiere di cipressi,
lunghe quasi un chilometro, annunciano la facciata ricca
di esedre, scalinate e balaustre, che si specchia nell'acqua
delle grandi fontane come a Versailles. Durante i lavori,
esternamente alla cinta, venne realizzato un villaggio di
case per artigiani, detto "borgo Parigi", dal carattere
di cittadella murata di ispirazione francese, richiamato
anche dalle torrette situate agli angoli del borgo. Il parco,
a partire dal XIX secolo, ha assunto un aspetto più romantico
con l'inserimento di essenze provenienti da varie parti
del mondo
Si prosegue lungo la strada comunale per Tofori e dopo circa
un chilometro si trova Villa Maionchi, che rappresenta un
modello del vivere in villa ancora strettamente legato alle
attività agricole.
Dopo
Tofori la strada si biforca e si possono percorrere due
itinerari alternativi: il primo, passando per Petrognano
e San Gennaro, ci conduce ben presto al paese di Collodi.
Qui merita una visita Villa Garzoni, costruita nel XVII
secolo sopra i resti dell'antico castello. La costruzione
di quattro piani, coronati da un padiglione, risulta essere
un edificio a metà tra un palazzo nobiliare cittadino e
una villa di campagna. Al suo interno si trovano stanze
contrassegnate da colori diversi che si susseguono in ordine
di importanza fino a giungere al salone centrale e alla
camera rossa, dove pare abbia dormito Napoleone. Il giardino
è considerato, a sua volta, un' opera d'arte di raro equilibrio,
dove il verde, le scalinate, i giochi d'acqua e le statue
costituiscono un tutto unico. Il secondo ci porta a S. Andrea
in Caprile e a S. Pietro a Marcigliano lungo una bella strada
panoramica che si ricongiunge a Valgiano con l'itinerario
già descritto. .